Allocuzione del Gran Sovrano 2017

[vc_row 0=””][vc_column width=”1/6″][/vc_column][vc_column width=”2/3″][vc_empty_space][vc_column_text 0=”” css_animation=”fadeIn”]

Cari tutti,

vi invito a considerare l’importanza di questo momento. Sembra retorica inutile, e con questi toni abbiamo anche aperto altri appuntamenti rituali. Ma qui stiamo dando vita, in senso letterale, a un corpo rituale importantissimo e trascurato. ‘Dando vita’, ripetiamolo, perché gli stiamo dando anima, lo stiamo rendendo ‘nostro’. E questo ci deve rendere doppiamente orgogliosi. Non stiamo semplicemente ‘ripetendo’ qualcosa di già fatto, che ci è stato trasmesso. Ma si è posto qualcosa di autenticamente ‘magico’, questo qualcosa si è di nuovo presentato nella storia attraverso di noi. Una pagina fondamentale che ha avuto la sua prima manifestazione storica nel Settecento e che attraverso varie traversie è di nuovo qui con noi, per noi e grazie a noi.

Abbiamo voluto raccogliere l’eredità spirituale del compianto Sovrano Hermete, tramite il carissimo FF:: Retziel ed Hermete è stato il primo ad avviare i lavori di un cantiere, lavori che oggi sono conclusi. Abbiamo per primi ricostruito la scala, ritrovato e tradotto i rituali, soprattutto abbiamo ricostruito l’operatività personale, cosa che ci consente di dire di essere, di fatto, l’unico Ordine degli Eletti Cohen esistente al momento in Europa. Perché ben poca cosa sono filiazioni con patenti senza rituali, forme senza contenuto, o con contenuti aggiunti con molta fantasia e poco criterio, perché la caratteristica di quest’Ordine è proprio questa: abbandonare pian piano la forma massonica esterna che è solamente il pretesto per la trasmissione del ‘culto divino’, ossia le istruzioni che consentono all’eletto cohen di tornare all’eden a cui appartiene, al paradiso terrestre che abbiamo perso, come ci ricorda la cerimonia del primo grado, a causa dei ‘prevaricatori’.

Istruzioni che Dio aveva dato una prima volta a Mosè e che il popolo di Israele, inizialmente il popolo prescelto, ha ripudiato, preferendogli l’idolatria. È così che quelle prime leggi sono state tramandate di nascosto agli ‘eletti cohen’, mentre ai figli di Israele è stato dato un insegnamento in sostituzione, non più volto alla Reintegrazione al nostro stato originario, alle nostre primigenie virtù, potestà e potenze.

Ai FF:: che avranno la costanza di superare i primi tre gradi della Classe del Portico è destinato questo destino, che è il compito dell’uomo, dell’iniziato. Nella follia c’è un piacere che solo i pazzi conoscono, per cui FF:: miei questo Convento sia ricordato per questa santa incoscienza con cui ci avventuriamo alla conquista dello Spirito, perché il viaggio di tutti voi, cominciato alle soglie del Portico, quando avete vissuto il dramma della Caduta, possa un giorno concludersi nel Sancta Sanctorum lì dove ci attende la nostra ricompensa.

Questo Quinto Convento attesta la volontà di esserci ancora, di raccogliere questa bellissima pazzia, di conservarla e di lasciarla ai FF:: che verranno. Oggi abbiamo ordinato dei nuovi R+, presto partirà finalmente l’operatività che di fatto sancirà l’avvio del nostro eggregore, e al termine di questo nostro breve appuntamento rituale faremo rivivere una delle quattro cerimonie dette ‘dei quattro banchetti’. I cohen erano soliti ritrovarsi dopo la messa, e prima di un’agape solenne, per rinnovare i loro impegni. Lo facevano quattro volte l’anno, per i due San Giovanni, a Pasqua e per la Festa della Trinità. Andremo a riconfermare quanto abbiamo giurato quando siamo entrati nell’Ordine. Abbiamo compreso delle cose, ora dobbiamo diventare la nostra comprensione.

Buon lavoro.

Akira

 Eques ab igne, Maestro R:: X

 

[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/6″][/vc_column][/vc_row]