ALLOCUZIONE SOSTITUTO 2017

[vc_row][vc_column width=”1/6″][/vc_column][vc_column width=”2/3″][vc_empty_space 0=””][vc_column_text]

Siamo a 250 anni dagli Statuti dell’Ordine e questo ci deve far riflettere. Dobbiamo considerare con grande serietà il bagaglio tradizionale che ci è stato affidato e la grande responsabilità di cui siamo stati rivestiti. Perché, come è stato ben evidenziato dal Pot::mo F:: Akira nella sua Allocuzione, noi siamo stati ‘scelti’. Sembra un’uscita del peggior occultismo, ma è così che funziona: siamo solo ‘pedine’ della ‘chose’ che vuole che agli ‘uomini di desiderio’ sia consentita facilmente la ‘Riconciliazione’. Arrivare, cioè, al ‘cerchio della Verità’, nel cuore del Santuario. Diventare, da minori in privazione, R+. E i capi dell’ordine, in realtà, non sono niente, sono solo, per usare le parole di Martinez de Pasqually, “intermediari di cui la chose si serve affinché agiscano, a suo gradimento, in favore dell’uomo che desidera compartecipare alle sue grazie e che essa non può rifiutare a quelli che lo meritano”.

C’è una vulgata piuttosto diffusa che vuole che l’Ordine sia morto già a fine settecento, quando l’ultimo Sovrano, Sebastian de las Casas, ha consegnato gli archivi ai Filaleti di Savalette de Lange. E questo può essere parzialmente vero. Morì, quasi del tutto, la sua forma storica. L’ossatura massonica, peraltro in parte incompleta. Ma l’Ordine non fu mai il suo guscio, né nei fatti, né nelle intenzioni. L’Ordine fu, semmai, il pretesto. L’anima dell’esperienza era decisamente operativa, per cui la forma storica para- massonica fu solamente un abito formale da utilizzare per la vera sostanza che interessava ai fondatori, a Martinez come al suo sostituto Jean-Jacques Bacon de la Chevalerie: la dottrina e l’operatività. Per iniziativa di Willermoz dottrina e operatività furono inserite in un altro contenitore storico. Cambia la forma, ripetiamo, ma rimane intatto il contenuto. Ed è quanto accade in genere nel divenire dello Spirito. Le forme storiche non sopravvivono a se stesse.

Le forme storiche ‘diventano’. Spesso ‘altro’ da sé. Perché lo Spirito, nella sto- ria, si muove. Non conserva nulla: trasforma. Non c’è dubbio che il midollo martinezista sia stato trasmesso in altro modo. Cioè tramite il Rito Rettificato e i Cavalieri Beneficenti della Città Santa. Le classi segrete della Professione e della Gran Professione tenevano in vita quella grande esperienza iniziata nel 1767. Ecco che la Filiazione ricostruita nel 1943 ha un suo perché e un suo sapore e non è affatto un artifizio. Furono Cavalieri Beneficenti della Città Santa Diethelm Lavater (Eques a Aesculape, 1740- 1826), Pierre Burckardt (Eques a Serpente Curva- to, 1742-1817), Gaspard Ott Im Zeltweg (Eques a Trifolio, …- 1820), Félix Sarasin (Eques Tabernacula, … -1828), Jean-Jac- ques Escher (Eques Marte, … – 1844), Henri d’Orelli (Equesabaurelio,…- 1865), Henri Gysi (Eques ab activitate, … 1874), Eu- gène Richard, dottore in Legge (Eques a Justitia, … – 1899), Joseph Leclerc, Cancelliere del Cantone di Ginevra (Eques a Labore, … – 1905), Aimé Bouvier, direttore dell’insegnamento professionale a Ginevra (Eques a Voluntate, … – 1909), il professore ginevrino Charles Montchal, Gran Priore d’Onore di Svizzera (Eques de Monte-Calvo), Ernest Rochat, dottore in teologia, professore all’Università di Ginevra (Eques a Studio), il celebre medico Camille Savoire (Eques a fortitudine 1879-1951) noto per la lotta alla tubercolosi, già Gran Commendatore del Grande Oriente di Francia, 33° onorario del Rito Scozzese Antico e Accettato, Gran Priore delle Gallie e primo Sovrano onorario dell’Ordine degli Eletti Cohen che nel 1943 sarà risvegliato grazie a George Lagreze e a Robert Ambelain, inizialmente suo Sostituto. Risveglio operato proprio in virtù di questa ‘filiazione spirituale’ che ha conservato nei secoli il cuore dell’esperienza. All’operazione di risveglio si avviò un lavoro di ricostruzione della forma storica, proseguito da Ivan Mosca (Hermete, Eques Peregrinus a Stella Matutina) e che oggi può dirsi definitivamente compiuto.

L’Ordine degli Eletti Cohen è di nuovo qui, cioè, in corpo, anima e spirito a indicare il cammino per l’Intelligenza. «L’intelligenza non è di questo mondo, è estranea alla sostanza del mondo: deriva dal destino, superiore agli uomini e a Dio».

Pot::mo Fr∴ Samkhiel

Sostituto del Sovrano dell’Ordine degli Eletti Cohen

[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/6″][/vc_column][/vc_row]